“Believe in The Good Run”, per chi crede nel piacere della sfida e nei valori dello sport

Believe in the Good Run, ovvero credi nella corsa, in quella sana, e perché no, in quella che “fa bene alla salute”. Ma non solo, credi anche nella bellezza dello sport, nei valori che può trasmettere, nei sentimenti positivi che puoi condividere con gli altri, nei principi più veri della competizione. Believe in the Good Run è per le persone che ancora credono negli sport d’un tempo, negli sport puliti e senza macchia, nel piacere dell’impresa, degli allenamenti duri e della gioia di lottare per un traguardo o un obiettivo. Believe in the Good Run è una sfida personale oltre che di sport, una cura terapeutica, mentale e fisica, per chi ne comprende l’essenzialità e lo spirito.

Niccolò Caramatti prova a spiegarla così la sua sfida, la sua partecipazione il prossimo 2 novembre alla Maratona di New York, un evento di sport e solidarietà che richiama a sé migliaia di partecipanti ogni anno e tanti altri li costringe, purtroppo, alla rinuncia. Niccolò che forse è più noto all’universo dei curiosi per il suo talento al tavolo verde (giocatore professionista di poker nel team Sisal Pro), in realtà nasconde una passione ed una più che valida esperienza nel mondo dei runner e della corsa. Italia, poi l’estero con Londra e Berlino, adesso sarà la volta di New York e della maratona per eccellenza.

Più di 40.000 metri separano il corridore italiano, da poco quarantenne, dal traguardo del Central Park, dove gli spettatori della manifestazione attendono fiduciosi l’arrivo degli atleti. Il percorso è duro, il fuso orario non sarà semplice da digerire, ma una sfida è sfida anche per questo. Sul suo blog Believe in the Good Run Niccolò commenta l’avvicinamento al The Big Day raccontando di duri allenamenti mattutini, di tempi migliorati e di inconvenienti muscolari, di troppa o poca resistenza, ancora, delle sue attrezzature di atleta, delle scarpe portafortuna, delle mezze maratone che lo separano all’appuntamento prestigioso per l’inizio del mese in terra americana.

Il 2 novembre nonostante tutto il pokerista più famoso di Piacenza sarà lì allo start di partenza di Staten Island vicino al ponte di Verrazzano, sarà lì per dimostrare a sé stesso di essere un vero runner (“nel cuore e nei piedi”), per dimostrare a tutti gli altri che ogni cammino, per difficile o impegnativo che sia, può portare sempre ad un arrivo.

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