PRP la ricerca italiana fa passi avanti

Arrivano dalla ricerca italiana buone notizie per tutti coloro che temono o sono già alle prese con la caduta dei capelli. È l’università di Tor Vergata, grazie agli studi condotti per anni dal professore Pietro Gentile, a portare buone notizie in campo di ricerca scientifica sulla calvizie.

A Roma, all’Università di Tor Vergata, ne sono certi: il Prp, il sangue arricchito di piastrine, è la tanto attesa e ricercata risposta alla calvizie. La ricerca condotta dal team del chirurgo plastico Pietro Gentile, insieme alla preziosa collaborazione di biologi e specialisti di Anatomia Patologica dello stesso ateneo della Capitale, ha offerto molte certezze. A valutarle è stato un dermatologo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e i risultati entusiasmanti sono stati pubblicati, rafforzandone la validità scientifica, sulla rivista specialistica Stem Cell Translational Medicine Journal. Lo studio è relativo ai risultati ottenuti dal ricorso al Prp – e ciè al plasma arricchito di piastrine, un vero e proprio elisir della crescita ottenuto centrifugando un po’ di sangue prelevato dal soggetto interessato al trattamento – per contrastare l’avanzare della alopecia androgenetica su base ormonale in soggetti affetti.

Alopecia androgenetica, cos’è

L’alopecia androgenetica è la più diffusa tipologia di calvizie. In Italia soltanto si tratta di un fenomeno che interessa circa 18 milioni di uomini e 4 milioni di donne. È legata e generata dalla produzione di alcuni ormoni maschili, prodotti – seppure in minore quantità – anche dalle donne. Esistono nella letteratura scientifica internazionale solo 17 articoli relativi a questo tema e ben 4 sono italiani, due dei quali sono prodotti dal team di ricercatori guidati dal Pietro Gentile.

Uno studio condotto su 20 pazienti

Lo studio più recente, quello relativo ai risultati dell’applicazione de Prp, è dello scorso novembre e fa riferimento ai risultati ottenuti nel corso di una sperimentazione condotta su 20 soggetti affetti proprio da alopecia androgenetica. I pazienti che hanno scelto di sottoporsi alla cura sperimentale sono stati protagonisti di tre diverse applicazioni a distanza di 30 giorni l’una dall’altra. Per procedere sono stati prelevati 55 ml di sangue dal paziente, poi sottoposti a uno speciale processo di centrifugazione della durata di 10 minuti. In questo modo è stato possibile ottenere circa 23 ml di plasma ricco di piastrine da infiltrare, tramite iniezione, immediatamente sulla regione diradata.

Ecco la novità

La parte più innovativa dello studio è quella che riguarda la metodologia utilizzata. Su parte del cuoio capelluto del paziente, infatti, è stata sperimentata l’iniezione di Prp, sull’altra parte è stata utilizzata un’infiltrazione di placebo. I risultati sono stati sorprendenti, si è registrato un incremento medio di 33.6 capelli in un’area target dalle dimensioni di una moneta da due euro. I risultati sono stati sottoposti a una doppia verifica. La prima da parte di un osservatore esterno all’équipe e la seconda ha visto protagoniste analisi istologiche pre e post operatorie che hanno evidenziato, a due settimane dall’ultimo trattamento, un aumento di spessore dell’epidermide del cuoio capelluto e una crescita del numero dei follicoli. In realtà, prima del debutto sulle pagine della rivista scientifica, i risultati sono stati sostenuti anche da analisi immunoistochimiche che hanno dimostrato l’aumento della capacità proliferativa delle cellule presenti nel bulbo sottoposto a trattamento e da un’analisi fotografica dei risultati clinici.

Il Prp è sufficiente?

Ma il Prp, pur dimostrando di incrementare la salute de capelli, è in grado di rispondere definitivamente alla problematica della calvizie. Il PRP Capelli come evidenziano anche in Hair Clinici, centro d’eccellenza per la cura e la salute del capello, è una metodologia nuova, innovativa, capace di offrire risultati importanti. Come il trapianto di capelli, però, non basta. Va sostenuta da una procedura, quella prevista dal Protocollo avanzato Hair Clinic, fondata sulla medicina rigenerativa. L’idea è quella di favorire la biostimolazione dei bulbi attraverso le cellule staminali, consentendo alla chioma di riacquistare volume, lucentezza e salute.

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