Censimento Istat: aumentano gli stranieri e gli ultracentenari

censimento IstatLa fotografia dell’Italia proposta dall’Istat vede un Paese di 59,4 milioni di abitanti, che sono aumentati di circa due milioni di unità solo grazie al forte incremento di persone straniere. Un Paese in cui le quote rose sono sempre maggiori, e dove ci sono 93,7 uomini ogni 100 donne; ma anche sempre più vecchio, in cui si è passati da 1,1 a 3, 8 anziani per ogni bambino e dove gli ultra centenari sono aumentati del 138,9% in 10 anni. Il censimento Istat parte dal 9 ottobre 2011 e conta la popolazione legale, cioè quella che sarà considerata anche per le elezioni.

Gli stranieri aumentano notevolmente in Italia, in tutte le Regioni, a fronte di un calo degli italiani, che diminuiscono soprattutto al Sud, ma anche in Piemonte, Liguria e Friuli Venezia Giulia. Due stranieri su tre, invece, risiedono al nord, il 24% al centro e il 13, 5% al sud. Le Regioni in cui la maggior parte risiede sono la Lombardia, il Veneto e l’Emilia Romagna. In controtendenza il numero delle donne straniere sale al sud. Per quel che riguarda l’età, il 46% degli stranieri residenti ha tra i 25 e i 44 anni, mentre uno su quattro ha tra i 30 e i 39 anni.

Il censimento Istat mostra anche che Roma è la più popolosa d’Italia con i suoi 2, 6 milioni di abitanti residenti; segue Milano, con 1, 2 milioni, Napoli, che raggiunge il milione, Torino e Palermo, con oltre 800 mila e 600 mila residenti. I comuni più piccoli sono invece concentrati nel nord ovest. Tra questi c’è Padesina, che conta 30 residenti, Menarola, che ne conta 46, in provincia di Sondrio, e Morterone che  si trova in provincia di Lecco e ha 34 residenti.

Per quanto riguarda l’età media degli italiani il censimento Istat rivela che la Lombardia ha il più alto numero di ultracentenari, ma per quel che riguarda le città, a detenere il potere c’è Roma e Palermo.

Nella classifica delle migliori università italiane primeggia l’Alma Mater di Bologna

classifica migliori universitàIl World University Ranking annuale stila la classifica delle migliori università del mondo che vede come vincente il Mit di Boston. Nella top 200 della Quacquarelli Symonds 2012-2013 c’è il Massachusetts Institute of Technology. L’Istituto di Tecnologia del distretto bostoniano conquista il primo posto grazie all’impatto della ricerca che produce e per la proporzione tra docenti e studenti. La prima università italiana in classifica è l’Alma Mater di Bologna, che, tuttavia, rispetto al 2011 perde 11 posizioni e oggi si trova al 194esimo posto, rispetto al 183esimo del 2011. Guadagnano posizioni alcuni atenei milanesi, il Politecnico e l’Università degli studi – che passano rispettivamente dalla 277esima alla 244esima e dalla 275esima alla 256esima. L’università romana per eccellenza, La Sapienza, seconda italiana in classifica, scende di 6 posizioni rispetto al 2011 e piomba al 216esimo posto, a differenza del secondo ateneo romano, Tor Vergata, che migliora sensibilmente il suo punteggio salendo dal 380esimo posto del 2011 al 336esimo di quest’anno.

Oltre al declassamento degli atenei italiani favoriti, la classifica delle migliori università rivela che alcune strutture, l’Università di Firenze e quella di Pavia perdono numerose posizioni e cadono sotto alla 400esima posizione. In totale le università italiane presenti sono 22 e nonostante le pressioni finanziarie continuano a produrre talenti ed eccellenze nell’ambito della ricerca.

Dando un’occhiata al resto del mondo, l’inglese Cambridge è scesa al secondo posto e al terzo c’è la Harvard University, dopo aver conquistato la posizione più alta ogni anno tra il 2004 e il 2009.

Nonostante le continue pressioni finanziarie, gli atenei italiani continuano a produrre eccellenze nell’ambito della ricerca. Il prossimo step per una vera competizione globale è riuscire ad attirare studenti internazionali.

Muore Michael Clarke Dunkan, il gigante de Il Miglio verde

michael clarke dunkanChi non ricorda il gigante de Il Miglio Verde? Colui che venne condannato ingiustamente alla sedia elettrica perché sospettato di aver ucciso due bambine?

Michael Clarke Dunkan, 54 anni, si è spento nella notte tra lunedì e martedì in un ospedale di Los Angeles. Già il 13 luglio scorso era stato colpito da un attacco cardiaco e da allora non si era più ripreso. La notizia del decesso è stata data dalla moglie dell’attore Omarosa Manigault, che ha spiegato che le condizioni di salute del compagno erano gradualmente peggiorate, nonostante il 9 Agosto fosse uscito dalla terapia intensiva.

Prima di diventare famoso a Hollywood Michael Clarke Dunkan era stato la guardia del corpo di Will Smith. Successivamente si diede al cinema e per la sua interpretazione di John Coffey nel film di Tom Hanks –fu nominato agli Oscar come miglior attore non protagonista. Negli anni seguenti recitò in altri film di successo come Sin City, The Island e il remake del Pianeta delle scimmie. Diede anche la voce al Comandante Vachir nella serie a cartoni animati Kung Fu Panda. Lo ritroviamo anche in Armageddon, in cui interpreta Jayotis “Bear” Kurleenbear, uno dei sopravvissuti dell’Indipendence che precipita sull’asteroide; in Daredevil, con la regia di Mark Steven Johnson, in cui presta volto e corpo al personaggio di Wilson Fisk/Kingpin che, contrariamente al fumetto, è di colore. Nonostante la filmografia di tutto rispetto, il nome di Michael Clarke Dunkan viene associato al film Il miglio verde del 1999, con la regia di Tom Hanks e tratto da un libro di Steven King. La potenza e la forza espressiva che caratterizzano l’attore sono memorabili e Dunkan riesce a trasmettere tutto il dolore e la drammaticità degli aventi.