Richiedere una maggiore liquidità con i prestiti ai pensionati pubblici e privati

Necessità di disporre di più risorse o di poter contare su una liquidità cha possa garantirti una maggiore serenità? Destinatari di un finanziamento o di un prestito sono solitamente i dipendenti, anche se il prodotto finanziario della cessione del quinto introduce la concessione dei prestiti ai pensionati pubblici e privati.

Le modalità di rimborso del finanziamento sono simili per entrambe le categorie: il pagamento di una rata mensile e costante versata direttamente dal datore di lavoro, nel caso del dipendente pubblico e privato, o dall’ente di riferimento nel caso dei pensionati inps ed Inpdap. L’importo massimo erogabile viene definito caso per caso ed i fattori di valutazione riguardano sia l’esigenze del richiedente che la sua retribuzione netta, ovvero l’effettiva disponibilità economica. La durata del finanziamento, allo stesso modo, è da definire in base all’importo richiesto e all’ammontare della rata da poter sostenere mensilmente. La durata di solito varia tra i 24 e i 120 mesi (2-10 anni) mentre il tasso di finanziamento è fisso e non cambia durante l’intero periodo del rapporto.

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I vantaggi di richiedere il prestito da cessione del quinto come dipendenti privati

Non solo i dipendenti pubblici, ma anche quelli privati possono usufruire della cessione del quinto. La cessione del quinto dipendenti privati è una particolare tipologia di prestito personale. Se solitamente un prestito, come ad esempio il mutuo, viene ripagato attraverso l’addebito di rate mensili sul proprio conto corrente bancario, nel caso della cessione del quinto il prestito viene estinto attraverso la cessione – appunto – di una quota del proprio stipendio mensile. Di norma, questa quota non può oltrepassare il 20% dello stipendio del dipendente al netto delle trattenute, e la gestione è delegata al proprio datore di lavoro.

La cessione del quinto dipendenti privati  è stata introdotta solo nel 2005, anno in cui lo scenario dei soggetti idonei è stato esteso fino a comprendere anche i pensionati. Prima di allora, l’istituto della cessione del quinto era disponibile per i soli dipendenti pubblici.

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Dipendenti privati, requisiti necessari per accedere ad una pratica di cessione del quinto stipendio

Grazie alle modifiche normative introdotte dal decreto legge nel marzo 2005 anche i dipendenti privati hanno la possibilità di accedere al prestito con cessione del quinto del proprio stipendio. Fino ad allora la possibilità di utilizzare la cessione del quinto come forma di finanziamento con rimborso in busta paga era solo un beneficio dei dipendenti pubblici. Sempre dal 2005 le modifiche normative al testo unico hanno previsto l’accesso al credito anche ai pensionati che possono, così, alla stregua dei dipendenti privati e pubblici, richiedere un prestito e ripagarlo mediante formula di rimborso dalla pensione ricevuta.

La cessione del quinto diventa così una valida alternativa di prestito per garantire a tutti nuova liquidità ad un tasso agevolato. Oltre al tasso fisso previsto dalla pratica di cessione del quinto, altri vantaggi riguardano l’importo della rata predeterminata e costante per tutta la durata del finanziamento, il rimborso diretto in busta paga o pensione, la possibilità di richiedere un prestito senza la necessità di presentare garanzie accessorie. Data la particolarità del prodotto, però, la concessione del prestito ai dipendenti privati è successiva alla presenza comprovata, da parte della società che elargisce il prestito, di alcuni requisiti fondamentali, legati essenzialmente alla propria persona o alla propria posizione lavorativa. Tra questi l’assunzione del richiedente con contratto a tempo indeterminato, l’esistenza di un minimo di anzianità di servizio già maturato, l’assolvimento degli obblighi di leva, la mancata sospensione dal lavoro, ancora, la sana costituzione fisica o comunque il non essere in stato di malattia, aspettativa o gravidanza. Per i pensionati, invece, è sufficiente essere titolari di una pensione (di anzianità, vecchiaia, invalidità), che verrà comunque analizzata in sede di consulenza prima di decidere per l’approvazione di un prestito in forma di cessione del quinto.