No alla violenza sulle donne. L’8 marzo 2013 è dedicato alle donne del Mali

Il Coordinamento Donne della CISL Abruzzo ha deciso, in occasione della Giornata Internazionale delle Donne dell’8 Marzo, di dedicare l’appuntamento al tema sempre attuale della violenza sulle donne, “con l’obiettivo – spiega la Coordinatrice Regionale CISL Donne, Rosaria Bucci in un comunicato – di confermare e rinnovare l’impegno dell’Organizzazione su questo triste fenomeno, i cui numeri restano drammatici tanto a livello nazionale quanto a livello internazionale.

La violenza contro le donne è una vera e propria piaga della nostra società: non ha confini, non ha rimedi immediati, non ha limiti”.

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Stili di vita dei bambini italiani: Save the Children rivela le cifre

stili di vita dei bambini italianiDalla ricerca effettuata da Ipsos per Save the children e Kraft Foods Italia sugli stili di vita dei bambini italiani e dei ragazzi di età compresa tra i 6 e i 17 anni è emerso che quasi un quinto dei bambini e adolescenti italiani – pari al 19% – non pratica alcuna attività motoria nel tempo libero, con un aumento di un punto percentuale rispetto allo scorso anno. La percentuale sale al 24% al Sud e nelle Isole, con dei picchi del 37% a Napoli e del 33% a Sassari. Costo elevato (21%) o assenza sul territorio di strutture adeguate (16%), sono tra le cause segnalate dai bambini, insieme al fatto che i genitori non possono accompagnarli (20%), ma soprattutto al disinteresse nella pratica di un qualsiasi sport o attività motoria (ben il 38%, in aumento del 12% rispetto al 2011).

La televisione continua ad essere un’amica con cui spendere del tempo: i genitori dichiarano che durante la settimana sono 3 le ore di TV giornaliere per quasi 1 bambino su 5 (la percentuale sale al 28, 26 e 24% rispettivamente a Palermo, Torino e Milano), ma nel weekend lo diventano per più di 1 su 4 (con punte del 43 e 41% a Milano e Palermo). Ore che spesso si sommano a quelle passate su internet (secondo i bambini e ragazzi italiani più di 3 ore al giorno per il 15% di loro, con percentuali del 30% a Milano e del 23% a Palermo) o a giocare ai videogames (più di tre ore al girono per l’8%, con vette del 18% a Bari e del 16% a Palermo).

La ricerca sugli stili di vita dei bambini italiani rivelano anche delle cifre sulle ore passate con i genitori che viene trascorso andando a passeggio (52%, che raggiunge il 70% a Sassari), ma anche all’interno delle mura domestiche (51%, +6% rispetto al 2011, che diventa ben il 64% a Milano e il 62% a Bari), all’interno dei centri commerciali (ben il 43% dei ragazzi, ma che ad Aprilia e nella provincia di Roma diventano il 57%) o a casa di qualche familiare (41%, con picchi del 50% a Catania e Sassari).

La ricerca è stata diffusa insieme a un decalogo che illustra delle regole per uno stile di vita più sano e salutare per bambini e famiglie e che prevede dieci semplici regole, che vanno dall’attività fisica da svolgersi insieme, anche per soli 30 minuti al giorno all’alimentazione, che deve essere quanto più sana possibile; dall’utilizzo limitato della tv all’attenzione da porre alla merenda.

Slow Food a Rio+20: per una cultura della green economy

Si parlerà anche di slow food a Rio+20, il summit internazionale sulla sostenibilità ambientale. Non solo green economy e impegno delle istituzioni nell’ambito dello sviluppo sostenibile, ma anche il cibo occuperà un posto di tutto rispetto nella lista dei temi di discussione. In particolar modo si andranno ad indagare gli effetti che il cibo ha sui cambiamenti climatici e quale ruolo ha o potrebbe avere nel garantire uno sviluppo rispettoso dell’ambiente e della società.

Slow food“Non si fa green economy solo con il solare o l’eolico, ma con una vera rivoluzione che ci permette di lottare attivamente contro i cambiamenti climatici, ricostruendo l’intero sistema proprio partendo dal cibo. Anche con piccoli gesti quotidiani, come modificare la dieta o la nostra spesa, possiamo influire su un nuovo modo di fare economia, che viene definita new o green”. Sono le parole di Carlo Petrini, gastronomo, giornalista e scrittore, nonché fondatore del movimento culturale Slow Food. Il concetto di green economy, “si deve estendere a un’ampia fascia di lavori e di comportamenti che non indica solamente chi lavora con energie alternative, ma soprattutto chi re-impara il savoir faire del cibo e lo mette a disposizione della comunità con attività educative e di recupero, rivalutando prodotti tradizionali”, come ha sottolineato Petrini. Consideriamo infatti che un nostro pasto percorre in media 1900 km prima di arrivare sulle nostre tavole, che sono necessari 15.500 litri d’acqua per produrre un chilo di carne bovina o che il 75% dell’alimentazione mondiale dipende da 12 specie vegetali e 5 animali.

Il programma brasiliano sullo slow food a Rio+20 non si limiterà a tavole rotonde e dibattiti, ma coinvolgerà anche la popolazione locale. Sono previsti laboratori, attività educative e visite guidate ai mercati contadini per una sensibilizzazione dal basso verso la cultura del cibo e della sua importanza nello sviluppo sostenibile. Slow Food a tal proposito ha redatto una guida “Fulmini e polpette”, che mette in evidenza le buone pratiche per una dieta amica del clima. Per i tablet e gli smartphone c’è “Rio de Janiero 100 Tips”, che contiene suggerimenti, consigli sul cibo buono, pulito e giusto proponendo locali della capitale in cui assaggiarlo o progetti ecosostenibili che si svolgono in città.