Surface di Microsoft vs Ipad di Apple.

Surface di MicrosoftLa sfida è partita. La Microsoft lancia sul mercato Surface, un nuovo tablet che farà concorrenza all’Ipad di Apple. Non una sola versione ma ben due: una più easy e l’altra per un pubblico business. Non un solo colpo in canna quindi, ma due. E potenti. Anche perché rappresentano una mini-rivoluzione: Microsoft punta sulla produzione hardware.

Entrambe le versioni Suface di Microsoft avranno un involucro in lega di magnesio, molto leggero, e uno schermo da 10,6 pollici, con risoluzione Hd da 1080p. Nel case è integrato un supporto per mantenerlo in posizione eretta mentre la cover – che sarà disponibile in numerosi colori – ha una doppia funzione: protezione dello schermo quando è chiusa e tastiera Qwerty con track pad quando è aperta. Bisogna aspettare per sapere se sarà inclusa al momento dell’acquisto. È prevista una doppia antenna, per migliorare la connettività. Le possibilità di utilizzo prevedono il touch o un pennino.

Surface di Microsoft sarà disponibile in due configurazioni: una per processori Arm, quelli tipici dei dispositivi portatili, come iPad e smartphone, meno potenti ma con minore consumo di energia; e una per processori Intel x86, quelli classici dei computer. Diverso il sistema operativo: la versione per Arm avrà Windows RT, mentre la versione per processori Intel avrà Windows 8 Professional, in uscita il prossimo autunno.

Microsoft si mette in gioco “contro” la Apple non solo per la creazione di un nuovo tablet, ma perché vuole cambiare la faccia dei personal computer e la sfida da più grande in questo momento è rappresentata proprio da Windows 8, che è ma un sistema operativo “universale” che verrà declinato in maniera diversa sulle diverse macchine, adattandosi ai mezzi, sfruttandone di volta in volta e in maniera differente i punti di forza.

Musica e scienza: una ricerca svela perché quando ascoltiamo rock ci vengono i brividi.

jimi hendrixDaniel Blumstein, del Dipartimento di ecologia e biologia evoluzionistica dell’Università della California a Los Angeles firma insieme a Greg Bryant, docente di scienze della comunicazione all’UCLA e al compositore musicale Peter Kaye uno studio che spiega il perché alcune canzoni rock ci provocano dei brividi e delle emozioni così forti.

La spiegazione va ricercata nell’interiorità, nella composizione della musica, la quale contiene dissonanze che evocano la paura, in particolare dissonanze che condividono diverse caratteristiche con le vocalizzazioni di animali in difficoltà. La reazione, tuttavia, dipende però dal contesto in cui viene ascoltata la musica. Si rivela in ogni caso un connubio perfetto, quello tra musica e scienza, che ci svela delle risposte a qualcosa che ci siamo sempre chiesti.

Questo studio scientifico rappresenta la conclusione di un precedente lavoro di Blumstein, il quale aveva analizzato le colonne sonore di 102 film appartenenti a quattro generi – avventura, drammatico, horror e guerra – rilevando che la tipica colonna sonora di ciascun genere ha caratteristiche tecniche specifiche, destinate a sollecitare le emozioni corrispondenti. I film drammatici, per esempio, prediligono bruschi cambiamenti nella frequenza, in su e in giù. I film horror hanno, oltre a un buon numero di grida femminili, molti suoni distorti.

I ricercatori, utilizzando dei sintetizzatori, hanno prodotto una serie di brani musicali per poi proporli a dei volontari in diverse condizioni: da neutra a normale a distorta in pochi secondi. Ai volontari veniva chiesto di attribuire un valore a ogni pezzo trasmesso in base a due parametri: quanto fossero stati coinvolti dalla musica e se avesse suscitato in loro un sentimento positivo o negativo. È emerso da questo studio che abbina musica e scienza, che ai brani con molte distorsioni veniva associato un sentimento quasi sempre negativo. Questo genere di brani, con molte distorsioni, ricordano proprio le urla di animali in difficoltà, poiché richiamano l’attenzione ed evocano sentimenti di allerta.  L’esperimento funziona se ci sono anche dei segnali visivi che bloccano l’interpretazione del suono come segnale d’allarme.

 

Ambiente, cultura e politica: a ciascun settore la sua App!

Ormai è chiaro, c’è un App per tutto! Ma qual’è la funzione reale di un’applicazione? Attualmente sembra proprio che l’introduzione di questi nuovi servizi stia veramente rivoluzionando le nostre vite. A confermare questa tendenza il contest di “Apps4Italy”, conclusosi lo scorso Maggio, un evento che ha evidenziato come la diffusione di alcune Apps possa apportare novità […]